Quanto costa sviluppare una applicazione mobile?

Le cifre necessarie per sviluppare un’applicazione mobile dipendono da molteplici fattori.
Una forchetta che va dai 2.000 ai 15.000 euro è indicativa di quanto possa costare uno dei prodotti più innovativi di questi ultimi anni.

 In media decisamente meno di quanto si spende per far stampare un catalogo promozionale. Con il vantaggio di una distribuzione più ampia e capillare. In Italia le piccole agenzie che gestiscono tutte le fasi della commessa possono permettersi costi più contenuti.

 

Ok, ma quanto mi costa?” Questa è senza dubbio la prima domanda – o la seconda, nel caso non voglia apparire troppo venale – che il potenziale cliente pone dopo che gli sono state mostrate tutte le mirabolanti potenzialità di questi nuovi software.

Se volessimo stilare una classifica delle principali risposte, in cima troveremmo un evergreen come “Beh, dipende…”, seguito a ruota da “Le facciamo avere un preventivo dettagliato al più presto”. Una terza, potrebbe essere: “Guardi, meno o tanto quanto le è costato stampare e distribuire l’ultimo catalogo promozionale dei suoi prodotti, con la differenza che con una App avrebbe mille funzioni in più e una distribuzione capillare e potenzialmente gigantesca (se si pensano agli store online di Apple e Google).

Confronti a parte, questa ritrosia nel “dare dei numeri” non deve tuttavia essere confusa con il desiderio – un po’ furbesco – di prendere tempo, in attesa di fare due calcoli con calma nel segreto del proprio ufficio. Si tratta piuttosto di una reale difficoltà nel dare una stima di costo a un prodotto innovativo, tutto sommato non ancora così codificato nelle sue operazioni di realizzazione e non facilmente standardizzabile.

La lavorazione nel suo insieme risulta una faccenda spesso complessa, in molti casi lunga, somma di tanti passaggi e dell’intervento di diverse figure professionali. Tutti elementi che impediscono una precisa pianificazione delle operazioni. Insomma, pur essendo arrivati a oltre 1 milione di APP disponibili sul solo store di Apple, non è stato ancora trovato un sistema standard e replicabile, magari sul modello della catena di montaggio fordista…

La app come un complesso insieme di parti

Quindi prima di arrivare a un prezziario di massima che risponda alla questione del nostro cliente, propongo di passare attraverso una breve analisi delle componenti/operazioni che costituiscono una App. È possibile individuare almeno 8 passaggi:

1. ideazione e individuazione requisiti

2. analisi di fattibilità

3. creatività

4. mock-up

5. sviluppo software

6. test

7. pubblicazione

8. marketing

Non citiamo, sebbene sia una componente rilevante in termini di tempo, il lavoro di account con il cliente, necessario per raccogliere tutti i feedback e le eventuali modifiche durante le fasi di lavorazione.

1. ideazione e individuazione requisiti. In questa fase l’obiettivo è trovare un’idea valida che si adatti alle esigenze del cliente. O – se è un progetto personale – pensare a qualcosa che ancora non c’è sul mercato. O magari immaginare un accorgimento che possa migliorare ciò che già c’è. Ma non solo. È importante che si trovi un’idea a cui il cliente o nessun altro aveva pensato. Dunque non solo “soddisfare un’esigenza” ma “creare un bisogno per poi soddisfarlo”. Come le 5 “W” del giornalismo, anche l’ideazione di una applicazione ha le sue domande di orientamento:

• chi è lo user dell’app?

• cosa farà l’app?

• cosa non farà?

• quale scopo vuole avere (comunicazione, utilità, gestione etc.)

È una fase importantissima perché consente di definire le specifiche dei diversi componenti dell’applicazione che poi andranno prototipati nella fase successiva.

2. Analisi. È la fase di ripensamento, “decantazione” e razionalizzazione successiva alla fase di turbolenta di brainstorming e ideazione. È il momento in cui la “fantascienza” smette di essere tale in attesa di essere tradotta in realtà. Si passano in rassegna tutti i requisiti funzionali, i diversi Use Case e l’architettura dell’app, sia dal punto di vista del design che da quello software.

3. Creatività.  È ciò che vediamo. E si sa che le app puntano tutto sull’interfaccia. Tuttavia lo fanno in un modo “non convenzionale”. Ovvero non limitandosi a una gradevolezza estetica, ma aggiungendo a questa (è doveroso) anche una facilità di utilizzo. In gergo potremmo dire “usabilità”. Puoi aver creato un prodotto sfavillante o uno in grado di risolvere mille problemi ma se poi l’utente fatica a utilizzarlo (perché macchinoso, poco intuitivo) allora è sicuro che finirà presto nel dimenticatoio. Per il suddetto motivo è fondamentale creare un wireframe, un mock-up dell’applicazione. Includendo anche le eventuali animazioni di passaggio che saranno di supporto al software.

4. Test dei Mock-up. In questa fase è già possibile esplorare il prototipo su carta e rendersi conto di alcuni problemi legati all’usabilità, come ad esempio la navigazione. È un passaggio imprescindibile durante lo studio di un’ applicazione mobile.

5. Sviluppo Grafica. Quando i passagi precedenti sono chiari e si è deciso quale strada far prendere al progetto, è possibile procedere con il disegno specifico della user interface dell’app.

6. Sviluppo Software.  L’ app prende forma da un semplice layout su carta inizia ad animarsi fino ad assumere diverse forme prima di passare a quella definitiva. È il momento più tecnico: misure, formule, numeri e codici.

7. Fase di testing dell’applicazione. È fondamentale far testare l’applicazione a un ristretto numero di utenti per capirne il funzionamento e l’usabilità in vista della definitiva pubblicazione.

8. Pubblicazione.  È il punto di arrivo. Dopo tanto lavoro di back-office finalmente ci si confronta con il mondo, ci si espone al giudizio degli altri.

9. Marketing. Il mercato delle applicazioni è cresciuto in maniera esponenziale in questi ultimi anni grazie alla diffusione dei device e all’arrivo di concorrenti che hanno stimolato la fantasia di Apple e dei developer. Oggi è vastissimo e senza opportune strategie di marketing l’app finisce con naufragare nell’oceano di tutte le proposte che giornalmente vengono pubblicate.

 

Il cuore della app, la programmazione

Lasciamo da parte le proposte creative, l’ideazione e la fase analitica (difficilmente quantificabili) e concentriammo sulla parte di sviluppo software. Il prezzo finale della App è determinato da quello che vogliamo l’applicazione faccia. I casi sono essenzialmente due:

1. l’applicazione NON DOVRÀ connettersi ad un servizio specifico esterno

2. l’applicazione DOVRÀ connettersi ad un servizio specifico esterno.

In questo secondo caso la procedura si complica. Si dovrà, infatti, creare una piattaforma o un sistema per permettere uno scambio di informazioni tra la app installata sul proprio iPhone e il sito del cliente (per esempio, nel caso della prenotazione di una stanza in un hotel. Attraverso la app interrogo il sistema di gestione delle prenotazioni dell’hotel sulla possibilità di avere una stanza per il giorno X; il sistema di prenotazione mi risponde che c’è; a quel punto procedo alla prenotazione). Quindi, scegliere 1) piuttosto che 2) porta a una sostanziale variazione di costo.

Sulla base di quanto detto, possiamo azzardare una sommaria divisione delle applicazioni in 4 tipi:

1. applicazione semplice basata su navigazione di tipo top-down. Un esempio può essere un’applicazione come quella della Musica presente in ogni iOS device (rimuovendo però la parte di playback dell’audio).

2. applicazioni che si appoggiano ad un database interno. Tutte le informazioni sono residenti all’interno della app che, dunque, può fare a meno di comunicare con l’esterno. Ad esempio la Rubrica di Apple.

3. applicazioni dinamiche che si appoggiano a servizi online. Questo è uno dei casi più costosi perché spesso è necessario creare dei servizi appositi per l’applicazione in modo che questa possa comunicare con la piattaforma contenente i contenuti. Spesso i costi sono suddivisi in sviluppo applicazione e sviluppo servizi.

4. giochi. Che essi siano 2d o 3d rappresentano sempre un investimento non indifferente.

Diamo i numeri!

Alla base delle seguenti caratteristiche è possibile avere una stima plausibile del costo di una app.

Qualche tempo fa, il CEO di AppVee – la compagnia americana di reviews di applicazioni mobile – quantificava in 6.500 dollari all inclusive il costo medio di un’applicazione mobile. Secondo un articolo apparso nel 2010 su osxdaily.com, sito di novità riguardanti il mondo Apple, i prezzi oscillavano fra i 3.000 e i 15.000 dollari. Stime che non sono variate rispetto all’oggi.

Nello specifico per un’ app “semplice” il costo si aggirerebbe tra i 3.000 e gli 8.000 dollari, mentre per applicazioni di brand specifici il costo sarebbe tra i 5.000 e i 15.000 dollari. Con qualche eccezione. Ad esempio l’applicazione di Barack Obama, pur non essendo particolarmente complessa è costata all’incirca 100.000 dollari (ma qui sono entrate logiche commerciali difficilmente applicabili alla realtà di tutti i giorni…).

Ricapitoliamo e parliamo di euro.

• Le applicazioni appartenenti al tipo n. 1, hanno un costo compreso tra i 1.000 e i 3.000 euro, ma obiettivamente sono casi più unici che rari. Tralasciando il fatto che questo genere di prodotti sarebbe “troppo semplice” per gli attuali standard del mercato, con app dalle funzionalità ben più complesse.

• Le applicazioni che si appoggiano ad un database interno possono costare tra i 2.000 e i 10.000 euro.

• Quelle che prelavano i dati dalla rete possono arrivare a sfiorare i 30.000 euro.

• I giochi sono un universo a parte. Volendo fare una stima possiamo dire che si parte da un minimo di 15.000 euro fino a grosse produzioni con budget di 200.000. La famosa Angry Birds si pensa sia costata tra i 100.000 e i 180.000.

Incide sul prezzo anche il soggetto che sviluppa il prodotto applicazione. Senza dubbio le piccole agenzie che gestiscono tutte le fasi della commessa possono permettersi costi mediamente più contenut

E gli sviluppatori? Notizie recenti dicono che gli sviluppatori cinesi applichino tariffe orarie di 30-40 dollari. Decisamente più alte quelle applicate negli Stati Uniti, circa 150 dollari l’ora. A buon mercato rimane solo l’India con una media di 18 dollari l’ora. Molte agenzie ricorrono all’esternalizzazione, delegando lo sviluppo del software a sviluppatori in Cina, Russia o India. Un vantaggio in termini economici, ma un rischio sulla qualità finale del prodotto, spesso scadente e bisognoso di un importante lavoro di limatura.

 

In chiusura vi invito a divertirvi con un tool sviluppato da howmuchtomakeanapp.com: fate il preventivo della App dei vostri sogni e scoprite quanto può costarvi (negli USA)…

 

Immagine ©Shutterstock

Leave a Comment!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Related Posts