iPad, educational apps e bambini: un legame stretto

iPad, applicazioni mobile e bambini in età prescolare: il legame è molto stretto. È sufficiente pensare che il 10% delle applicazioni per tablet pubblicate annualmente nel mondo sono dedicate ai bambini sotto i 6 anni.

IPAD_educational_cloud_in_touchQuesti ultimi nativi digitali – specialmente i più piccoli – sono coloro che forse meglio interpretano l’intuitività propria di questi dispositivi. Il tocco, il pinch, il far scorrere le dita e lo spostare oggetti sono movimenti naturali. Lo dico pensando a mia figlia, una bimba di quasi due anni, appassionata fruitrice di questi edugame per iPad (alcuni dei quali, ammetto, di grande pregio). Il legame fra loro e i tablet ha qualcosa di magicamente immediato. Un giorno, per esempio, l’ho osservata mentre tentava di “sfogliare” un portafoto tradizionale con le dita, cercando invano altre immagini. Ugualmente l’ho vista trattare lo schermo del nostro televisore come se fosse un touchscreen, ignorando quella cosa arcaica che si chiama telecomando.

Come per tutte le cose, anche le migliori, può esistere un risvolto negativo o almeno un punto su cui porre attenzione. Una valida interpretazione ci viene leggendo un articolo apparso su TabTime.com a firma di Glenn O’Farrell, CEO del Groupe Média TFO, società canadese specializzata nella produzione di contenuti per i più piccoli.

Secondo O’Farrell i bambini di oggi, abituati a questa avanguardia tecnologica e circondati da device evoluti, potrebbero andare incontro alla delusione e al disinteresse una volta di fronte a situazioni dove il livello tecnologico è – per le più svariate ragioni – minore.  Specialmente a scuola dove i tablet non sono ancora entrati nell’uso (almeno in modo massiccio e soprattutto alle nostre latitudini) e dove i metodi di insegnamento spesso non tengono presente questa rivoluzione.

Ciò non significa che il resto non interessi più ai bambini. La previsione dei videogiochi corruttori del mondo e fagocitatori di ogni altra forma di svago è stata smentita in questi anni. Dunque i libri di carta e i giochi tradizionali continuano e continueranno ad attirare l’attenzione (e ad occupare le scaffalature delle nostre case).

Semmai significa fare uno sforzo in più e accettare la sfida e cercare di integrare questo nuovo linguaggio quando cerchiamo di comunicare con loro.

Una cosa che dovrebbe interessare anche le aziende…

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