iBeacon, Internet of Things e il futuro uso dei dispositivi mobile

La notizia dell’integrazione del profilo iBeacon nei nuovi device Apple non aveva suscitato molto clamore. Alla WorldWide Developers Conference di settembre, l’attenzione era stata soprattutto calamitata dai prodotti mobile (il sofisticato 5s e lo stra-annunciato 5c, presunto low-cost) e dai rinnovati sistemi operativi iOS7 e Mavericks.

Eppure ciò che è passato sotto traccia potrebbe avere un impatto molto forte sulle modalità d’uso e sugli ambiti di utilizzo dei nostri dispositivi mobile.

È molto che si favoleggia sul suggestivo concetto di Internet of Things, sulla concreta possibilità di mettere in comunicazione fra di loro degli oggetti, di farli dialogare in maniera “intelligente”. Si parla di qualcosa di grande portata che supera gli stretti confini di questa o quella tecnologia. Significa far entrare il digitale nel reale,  farlo interagire con i nostri gesti, con la nostra quotidianità. Le informazioni e i contenuti – di natura commerciale e no – potranno raggiungere l’utente dove e quando servono di più. Il concetto di mobile come “strumento sempre in movimento con noi” verrà modificato, diventando più profondo (e vero). Tablet e Smartphone potrebbero essere altro che pratici dispositivi per stare connessi alla rete, magari per scaricare la posta elettronica o per aggiornare il proprio status social anche quando si è in metropolitana o al parco.

 

Una soluzione tecnologica esiste già e risponde al nome di NFC. Il New Field Communication, basato su comunicazioni radio a corto raggio consente all’utente (e al suo dispositivo) di ricevere informazioni, trasferire file e, soprattutto, effettuare transazioni e pagamenti.

Per molti questa era la strada da perseguire. Per molti, ma non per tutti. Fra questi ultimi scettici c’è sempre stata Apple che degli smartphone – al di là del recupero di altre company – rimane la regina e l’inventrice. Non avendo mai creduto nel NFC, l’azienda di Cupertino ha preferito tirare diritto e puntare su un’altra tecnologia, a suo giudizio più funzionale. Trattasi del cosiddetto Bluetooth Low Energy (BLE), esistente da tempo e di cui iBeacon non è che un protocollo brevettato da Apple.

 

Ma cosa è possibile fare con iBeacon? Gli ambiti di utilizzo sono molteplici e vanno dalla condivisione/fornitura di informazioni commerciali in-store (offerte, promozioni, adv ad hoc, etc.) alla diffusione di contenuti digitali direttamente dove e quando servono (musei, mostre, luoghi turistici, momenti ludici e di entertaiment). Una declinazione concreta del tanto discusso proximity marketing. Un primo e significativo test – perché coinvolgerà molte persone – riguarda l’uso in eventi della Major League, il massimo campionato americano di baseball. In questo caso i trasmettitori installati negli stadi trasmetteranno – tramite apposite applicazioni – informazioni, offerte e contenuti sviluppati ad hoc per gli sportivi presenti allo stadio.

Rispetto alla tecnologia NFC, quella che sta dietro al BLE permette un raggio d’azione più ampio (fino a 50 metri) rispetto ai pochi centimetri di cui il primo ha, invece, bisogno per funzionare correttamente. D’altro canto, il BLE si presta meno ad operazioni come transazioni e pagamenti tramite mobile device e più – proprio perché si basa su uno standard di trasmissione che favorisce la condivisione open delle informazioni – a una distribuzione facilitata dei contenuti.

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La società polacca Estimote produce sensori wireless che utilizzano la tecnologia BLE per trovare e comunicare con gli smartphone nelle vicinanze

La shopping experience e non solo, potrebbe modificarsi in maniera radicale. Anche l’idea di offerta customizzata e il concetto di esclusività si evolveranno grazie all’opportunità di inviare offerte mirate ai singoli consumatori.

Tuttavia, la rivoluzionarietà della soluzione proposta non è sinonimo di banalità dell’attuazione della stessa. Ci sono diversi gradi di complessità in base alle esigenze dei potenziali fruitori. Se si vogliono organizzare campagne marketing di una certa forza e consistenza allora è necessario studiare un sistema o una piattaforma in grado di gestire i dati inviati e ricevuti da un numero importante di device. Un’azione seria ed efficace di marketing location-based va oltre il solo e semplice posizionamento di tanti trasmettitori in uno spazio circoscritto.

Un progetto pensato con criterio, dunque, potrebbe portare a risultati sorprendenti. Allora lo sviluppo di un’applicazione beacon-sensitive e l’installazione di trasmettitori nel luogo prescelto, divengono gli ingredienti indispensabili per arrivare alla combinazione perfetta.

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