Mobile device, regole di fruizione e fattore “distrazione”

Coloro che creano e diffondono contenuti, messaggi, informazioni, prodotti o qualsiasi cosa sia destinato a essere visualizzato su dispositivi mobile si trovano ad affrontare un compito tutt’altro che semplice.

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Specialmente nel caso in cui bisogna decidere come gestire dei fattori già di per sé importanti quali “il luogo” e “il momento” della fruizione. Dove si troverà l’utente quando leggerà questa rivista o questo comunicato? In che situazione e in che momento della giornata visualizzerà, per esempio, questa pubblicità o userà questo gioco?

Un tempo, prima della rivoluzione mobile “smart”, le strade erano grosso modo due: in ufficio o a casa propria. Insomma, in quei luoghi dove era possibile avere uno spazio fisico adatto e collegamenti funzionanti (internet, tv). L’eccezione era la radio (o i media cartacei). I laptop avevano modificato di un po’ le abitudini, ma senza stravolgerle. Guardare un video su You Tube con un pc aperto sulle ginocchia mentre si viaggia in metropolitana non è esattamente una situazione comoda…

Poi sono arrivati i dispositivi mobili “smart” e con loro ulteriori difficoltà.

Una prima difficoltà da affrontare è proprio connessa all’essere mobile. I content provider, gli uomini marketing o qualunque soggetto realizzi un prodotto destinato a smartphone e tablet non ha più la facoltà di prevedere “dove” e “quando” l’utente visualizzerà ciò che viene realizzato. Esistono decine di indagini che sondano i comportamenti degli utenti, mostrando come, dal momento della sveglia fino all’istante in cui si spegne la luce sul comodino, i dispositivi mobile facciano parte – in maniera anche ossessiva – della quotidianità.

Una seconda difficoltà – ora che la diffusione di smartphone e tablet è ampia –  è capire se, nel momento della fruizione del messaggio o del contenuto, l’utente non sarà distratto da altro. E se la sua attenzione non sarà, pertanto, parziale, frammentata o condivisa (magari con altri media).

 

Lo spunto per questa riflessione viene da un’indagine svolta in Gran Bretagna per conto di BT British Telecom nel 2013. Agli intervistati veniva chiesto se mentre guardavano la TV erano impegnati anche in altre faccende e, in caso affermativo, quali.

Le risposte? Il 78% degli intervistati ha ammesso di svolgere altre attività. I principali diversivi? Guardare email, interagire sui social, fare shopping on-line, giocare a videogiochi, leggere.

Di conseguenza, avere la totale attenzione del pubblico (o degli utenti) ai quali ci si rivolge sarà sempre più un’utopia e un ostacolo da aggirare. Ma anche un’opportunità da tenere presente quando si rilascia un prodotto o si lancia un messaggio: da una App a una campagna su social network e web.

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